Notizie in evidenza | Scritto da 24 gennaio 2012

Barletta, inquinamento dell’aria. L’Arpa: «L’amministrazione è depositaria della salute dei cittadini»

(24 gennaio 2012) BARLETTA- L’inquinamento atmosferico è un problema che seriamente ci tocca da vicino. L’aria è un bene primario e intorno a noi, nelle nostre città, purtroppo scarseggiano spazi verdi e alberi, punti che possano in minima parte sollevare il bilancio negativo che pesa sulla qualità della nostra aria. Dai dati resi noti dagli enti preposti a monitorare i livelli di inquinamento, emerge che nella provincia Bat siano in particolare le città di Barletta e Andria fortemente penalizzate dalla pessima qualità dell’aria che i cittadini respirano.

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Della problematica ci siamo già occupati, ma torniamo a farlo perché al momento non risulta che le istituzioni locali abbiano preso coscienza della gravità della questione. I primi a indirizzare la nostra attenzione verso il problema sono stati  il regista  Daniele Cascella, impegnato da tempo in questa battaglia, e il professor Ruggiero Quarto, docente di Geofisica presso l’Università degli Studi di Bari che da mesi lanciano il loro grido d’allarme con l’obiettivo ora di sensibilizzare l’attenzione delle istituzioni perché uniche in grado di poter cambiare e migliorare la situazione.

L’ARPA Puglia (Agenzia Regionale Protezione Ambientale), in seguito a sollecitazioni e all’inizio di un vivo interesse della stampa locale, ha risposto ancora una volta proprio ieri, 23 gennaio, tramite una nota del Dott. Roberto Giua ,Dirigente responsabile del centro Regionale Aria,  Direzione Scientifica, ARPA Puglia, ai quesiti proposti da singoli e associazioni.

Per l’Agenzia ARPA è opportuno precisare il significato dei dati in base alla normativa ora vigente : “Il Decreto Legislativo 13 agosto 2010, n. 155 intitolato “Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa”, definisce i criteri di collocazione delle varie postazioni delle reti di monitoraggio di qualità dell’aria. Il Decreto contiene dei precisi criteri per la collocazione delle stazioni di monitoraggio, che non possono trovarsi nelle immediate vicinanze di sorgenti di inquinanti, o in corrispondenza di condizioni di ristagno su microarea (quali, appunto, i cosiddetti “canyon” urbani) tali da innalzare le concentrazioni degli inquinanti.”

Nella nota si legge come l’Agenzia Arpa :“ Ha da tempo, segnalato al Comune di Barletta la non conformità alla normativa citata della centralina di monitoraggio di via Canosa, collocata (in epoca precedente alla presa in carico da parte dell’Agenzia) in uno “hot-spot”, cioè in un’area caratterizzata dalla vicinanza con un tratto viario con alti volumi di traffico e situazioni di congestione, oltre che in un canyon stradale, ovvero in una strada stretta e chiusa da edifici elevati e schermata dagli alberi presenti, condizioni queste che ostacolano la dispersione degli inquinanti.”

Dunque ne deduciamo che la centralina, in sintesi,  non dovrebbe essere lì ma comunque sia l’aria in quel punto con o senza centralina rimarrebbe altamente inquinata anzi , con la centralina per lo meno gli abitanti sono coscienti dell’ aria che  respirano, senza non lo saprebbero neanche.

Nella nota il Dott. Giua precisa che : “Tali situazioni ambientali, che certo devono presentare interesse per le Amministrazioni Comunali, depositarie della salute dei cittadini, possono essere mitigate o rimosse con interventi sul traffico, indirizzati a eliminare le situazioni di difficile scorrimento delle autovetture, o con interventi sulla tipologia e stato di manutenzione dei veicoli, per migliorare la qualità della combustione e diminuire le emissioni inquinanti”

Inoltre , ARPA Puglia, assicura piena disponibilità nel fornire al Comune la possibilità di effettuare campagne di rilevazione della qualità dell’aria in siti non coperti da centraline fisse di monitoraggio, che possono anche essere indirizzate ad indagare su problematiche ambientali di più breve raggio, con l’unico vincolo di provvedere a fornire l’alimentazione elettrica e il sito di collocazione del mezzo mobile.

Nella nota il Dirigente Responsabile, conclude : “Tale disponibilità rimane anche per nuove, possibili campagne di rilevazione in altri siti di Barletta, su richiesta del Comune che può far seguito a sollecitazioni di gruppi di cittadini o loro rappresentanti, e nei limiti della disponibilità dei mezzi mobili disponibili e delle richieste già pervenute. È pressoché inutile sottolineare che ARPA non possiede alcun potere prescrittivo né possibilità di emanare provvedimenti urbanistici o di salvaguardia della salute pubblica.”

Ricordiamo che il problema che ci circonda riguarda forti emissioni di C6H6: il benzene nell’aria,  nell’arco di un solo mese ha superato per ben 12 volte i limiti massimi consentiti dalla legge. Rammentiamo cosa è il Benzene : Il Benzene o C6H6 è un liquido volatile e dall’odore dolciastro. Deriva dalla combustione incompleta del carbone e del petrolio, dai gas esausti dei veicoli a motore, dal fumo di tabacco. Anche i vapori liberati dai prodotti che contengono benzene, come colle, vernici, cere per mobili e detergenti, possono a loro volta essere fonte di esposizione, riguardo l’inquinamento da benzene dovuto al traffico, circa il 95% dell’inquinante deriva dai gas di scarico degli automezzi a benzina, mentre il restante 5% deriva dalle emissioni dovute all’evaporazione del benzene presente nel serbatoio e nel carburatore durante le soste. L’esposizione al benzene avviene essenzialmente per inalazione (circa il 99% del benzene assunto).

Gli effetti tossici provocati da questo composto organico hanno caratteristiche diverse e colpiscono organi sostanzialmente differenti sulla base della durata dell’esposizione.

Gli effetti tossici cronici sono invece dovuti a periodi di esposizione molto lunghi e a basse concentrazioni. Il benzene si distingue, per l’uomo, per la sua grande tossicità per le cellule sanguigne e gli organi che le producono (soprattutto midollo osseo). Gli effetti si manifestano solitamente in funzione delle dosi di benzene alle quali il soggetto è stato esposto, e possono variare dalla semplice anemia alla diminuzione simultanea dei globuli rossi, dei globuli bianchi e delle piastrine (pancitopenia, molto rara nei paesi sviluppati dove i livelli di esposizione sono stati ridotti per la maggiore tutela della salute).

L’affezione che preoccupa di più, sia a livello professionale che ambientale, è la comparsa del cancro del sangue dovuta all’esposizione ripetuta a concentrazioni di benzene di qualche ppm per più decine di anni.

Diversi studi hanno messo in evidenza il pericolo di contrarre la leucemia mieloide o altre forme di cancro. L’insorgere di queste malattie si manifesta più frequentemente in seguito ad esposizioni basse e continuate piuttosto che elevate e intermittenti (picchi di inquinamento) e sono solitamente precedute dalle anomalie sanguigne già descritte in precedenza. Come chi vive in aree dove l’esposizione è maggiore , anche se bassa ma duratura.

Dati alla mano, dunque, accertata dall’Arpa l’elevata concentrazione di sostanze tossiche nell’aria in alcune zone della città di Barletta e garantita dallo stesso ente la massima disponibilità ad ulteriori misurazioni per fare piena luce su un aspetto fondamentale per la salvaguardia della salute pubblica, non si comprende l’inerzia e l’indifferenza dell’amministrazione locale rispetto alla problematica. A chiare lettere l’Arpa ribadisce che  gli unici che possono fare qualcosa per i cittadini  sono le istituzioni locali. La speranza è che  si attivino celermente per questa grave situazione.

 

Alessandra Bissanti

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