Dalla provincia | Scritto da 19 ottobre 2011

Crollo Barletta,gli interrogatori: Paparella e imprese si avvalgono della facoltà di non rispondere

(19 ottobre 2011) TRANI- Proseguono gli interrogatori degli indagati per il crollo della palazzina in via Roma a Barletta, che il 3 ottobre scorso è costato la vita a cinque giovani donne. Dinanzi al pm della Procura di Trani Giuseppe Maralfa sono comparsi lunedì mattina il geometra del Comune Roberto Mariano e il dirigente dell’Ufficio Tecnico, l’architetto Francesco Gianferrini.

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Il geometra Mariano avrebbe ricostruito quanto accadde la mattina del 3 ottobre, poche ore prima che l’edificio crollasse: fu proprio lui, infatti a recarsi in via Mura spirito Santo, perché allertato dai proprietari, allarmati dagli scricchiolii percepiti nelle ore precedenti. Avendo notato delle crepe sui muri, il geometra avvertì l’ingegner Rosario Palmitessa, e insieme si recarono sul posto per l’ultimo sopralluogo, quello avvenuto pochi minuti prima della tragedia.

L’ingegner Palmitessa sarà ascoltato dal pm nei prossimi giorni, avendo ottenuto un rinvio a causa dell’indisponibilità di uno dei suoi avvocati. Pare comunque che abbia manifestato la volontà di fornire la propria versione dei fatti. Ascoltato anche l’architetto Gianferrini, colui che nel 2007 approvò la richiesta di ristrutturazione dell’immobile adiacente a quello collassato.

Diversa la linea difensiva adottata invece dall’architetto Giovanni Paparella, direttore dei lavori in corso sul terreno confinante con la palazzina crollata, e da Cosimo Giannini, amministratore dell’impresa edile appaltatrice dei lavori di ricostruzione dello stabile, e Andrea e Salvatore Chiarulli, titolari della ditta che stava procedendo in quelle ore alla rimozione delle macerie derivate dall’abbattimento della palazzina fatiscente attigua: tutti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere alle domande degli inquirenti.

Le indagini sembrano comunque aver raggiunto un primo punto fermo: tra il 22 settembre e il 3 ottobre i lavori eseguiti con l’ausilio anche di una pala meccanica non si sarebbero limitati alla rimozione dei detriti, come previsto dall’ordinanza comunale di bonifica del sito, ma sarebbero andati oltre, fino all’abbattimento dell’ultima arcata del piano terra, che probabilmente fungeva da estremo sostegno per l’edificio confinante.

Per fare luce sulle cause e concause tecniche del crollo sono al lavoro i periti nominati dalla Procura, l’architetto Margherita Aledda, di Roma, e l’ingegner Antonello Salvatori, docente all’Università dell’Aquila. Entro 90 giorni dal ricevimento dell’incarico dovranno relazionare sugli esiti dell’accertamento tecnico irripetibile.

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