Barletta, “La svolta. Donne contro l’Ilva”: il docufilm presentato al GOS
(1 ottobre 2011) BARLETTA- Importante serata di riflessione e approfondimento ieri , presso il Laboratorio Urbano Giovani Open Space di Barletta, sul tema delle tragiche conseguenze dell’inquinamento industriale sulla salute umana. Un folto pubblico interessato alla tematica ambientale, insieme al consigliere regionale Ruggiero Mennea e all’assessore alle Opere Pubbliche della regione Puglia Fabiano Amati, ha assistito alla proiezione del documentario “La svolta – donne contro l’Ilva”.
Valentina D’amico, giornalista e regista del cortometraggio che ha partecipato alla 67esima mostra del cinema di Venezia ha voluto spezzare una lancia a favore di tutte quelle donne vittime dell’Ilva: vedove di ex operai , mamme con figli autistici, ex dipendenti dell’ acciaieria tarantina oppresse dal mobbing. Un comitato contro l’Ilva ha raccolto più di 7000 firme a seguito delle spiacevoli testimonianze di coloro che hanno sofferto a causa dell’acciaieria più inquinante d’Italia.
“ Non c’è una famiglia tarantina che non abbia un malato di cancro- sottolinea D’Amico- I livelli di diossina sono stati superati dall’Ilva, ma l’azienda resta operativa e le legge regionale non viene applicata”- denuncia la giornalista. Molto duro il suo attacco contro l’azienda e la Regione Puglia che continua a essere indifferente alla voragine assassina prodotta dall’Ilva. Descrivendo nei suoi articoli le morti e l’inquinamento prodotto dall’acciaieria ha voluto affrontare e approfondire il problema , sensibilizzando l’opinione pubblica.
“ Il docufilm che presentiamo sarà l’occasione per parlare di temi forti quali il lavoro, la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, l’ambiente e lo sviluppo sostenibile del territorio. Tra l’altro, l’inquinamento ambientale in questo momento è un tema caldissimo a Barletta che deve essere prontamente affrontato dalle istituzioni con la collaborazione delle associazioni ambientalistiche e di quelle che hanno a cuore lo sviluppo eco sostenibile del territorio”- ha affermato Carmen Craca, presidente dell’associazione “Barletta si fa in quattro” che ha organizzato l’evento. “ Mi riferisco agli alti valori di benzene registrati nella centralina dell’Arpa posta in via Canosa, probabilmente legati all’alta concentrazione di traffico, e all’aumento di cdr (combustibile derivato dai rifiuti) che la cementeria di Barletta potrà bruciare a seguito del parere favorevole inerente la valutazione di impatto ambientale d parte della provincia Bat” – conclude la presidente dell’associazione.
Ruggiero Mennea auspica un nuovo modello di sviluppo: “Bisogna evitare che ci siano nuove Ilva, da qui a 10 anni. La Timac, la Cementeria di Barletta e i cementifici che a breve saranno attivati a Trani e Andria devono essere oggetto di discussione su cui la politica deve interrogarsi- afferma il consigliere- Le istituzioni devono pensare alla dislocazione di queste industrie”- conclude Mennea.
Fabiano Amati si sente indignato dopo aver visto la proiezione. “Innalzare il costo dell’acqua per l’uso industriale” è a suo avviso il modo per scongiurare altri danni ambientali.
Dora Dibenedetto
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